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Nelle industrie, quando fa molto caldo, c’è bisogno di un impianto di raffrescamento adatto per garantire ai lavoratori e ai macchinari di proseguire al meglio il proprio lavoro. Quindi, laddove non arrivi un normale condizionatore, ci arriva tranquillamente il bio raffrescamento industriale. Quest’ultimo raffresca qualunque spazio e porta tanti vantaggi sui posti di lavoro, sia nella qualità del lavoro svolto, sia, ovviamente, vantaggi economici.

Viene tutto in automatico: l’abbassamento della temperatura provoca, inevitabilmente, maggior efficienza del lavoro e dei macchinari e la riduzione dello stress da calore. Senza dimenticare l’abbattimento delle polveri sospese e l’allontanamento degli insetti volanti.

Tutto ciò a basso consumo energetico, che è chiaro aiuti tanto su come risparmiare in bolletta.

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Bio raffrescamento industriale: come funziona

Per raffrescare in maniera economica ambienti aperti, chiusi e semichiusi in modo economico senza ricorrere agli impianti di condizionamento tradizionale – che sarebbero inadatti agli ambienti semichiusi- bisogna servirsi di quelli di raffrescamento, tramite nebulizzazione ad alta pressione.

Una volta nebulizzata, l’acqua -che ha bisogno di energia- evapora in modo istantaneo, calando la temperatura circostante.

L’impianto, tramite i Moduli Fog, riesce a portare l’acqua ad una pressione di 60-70 bar. Per avviare il raffrescamento, vengono utilizzati dei ventilatori nebulizzati che servono anche per un ricambio e una purificazione dell’aria.

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Il bio raffrescamento e le sue prestazioni

Le prestazioni migliori del bio raffrescamento industriale avvengono quando ci sono alti livelli di temperatura e bassi livelli di umidità.

Quando la temperatura raggiunge il punto più alto durante una giornata, l’umidità è al punto più basso, dunque gli impianti di questo genere possono essere utili anche in zone umide.

Le condizioni di temperatura ideali sono comprese tra i 26° e i 45°. Quelli di umidificazione, invece, tra il 40% e l’80%.